Anne Chaumont – Essere trattato come una macchina, invano

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La scienza ha questo potere di essere disgregativa, perché il suo discorso sfrutta un funzionamento estremamente semplice del soggetto. Éric Laurent ce lo ha ricordato in occasione del Forum europeo di Zadig in Belgio, che si è tenuto a Bruxelles su «I discorsi che uccidono» [1].  Ma si deve aggiungere subito che se questo discorso in un primo momento ha il potere di liberarci dalle nostre particolarità soggettive annullandole, ne consegue in realtà «l’insurrezione dei godimenti» che esso fomenta, perché «il calcolo accentua ciò che resiste alla sua inclusione».

Anche questo nuovo numero di a-kephalos contribuirà di certo ad orientare i nostri lavori verso PIPOL 9.

Con Solenne Albert scopriamo che una delle conseguenze del sogno cognitivista – che consiste nell’inferire dei processi mentali a partire dallo studio del cervello come organo vivente – è l’imperativo della sovrastimolazione, che esclude il desiderio. E con Giuliana Capannelli che di fronte al reale «diventato neuro-reale»[2], l’inconscio, il nostro, resiste come «la prova più scottante del reale del discorso che non è ancora stato scritto». Allo stesso tempo, rimane ciò che garantisce, divide e rende incomparabile il soggetto, piuttosto che ciò che lo robotizza.

Vi invitiamo a trovare rapidamente il tempo del piacere di leggerci, che vi darà inoltre l’occasione di stimolare i vostri neuroni della lettura! [3]

[1] Il Forum europero di Zadig in Belgio su «I discorsi che uccidono» ha avuto luogo l’1 dicembre 2018 e ha riunito seicentosessanta persone all’Università Saint-Louis di Bruxelles.
[2] Miller J.-A., «Neuro-, le nouveau réel», La Cause du désir, n98, marzo 2018, p. 117.
[3] Dehaene S., Les neurones de la lecture, Paris, Éd. Odile Jacob, 2007.

Traduzione di Marianna Matteoni

 

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