Alba Cifuentes Suarez – Servo is Coming

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2048… la specie soggetto non è sopravvissuta! Ora il mondo è popolato da corpi erranti, fuori linguaggio, tenuti al guinzaglio dai loro servo (1). Questo animale da compagnia che sembrava così dolce, che Danile Roy ci descrive nel suo testo, si dimostra essere un temibile padrone se ci si crede. Distopia direte voi? Indubbiamente! Alla fine… ne siamo sicuri?!

È evidente che non siamo ancora a quel punto. Ma nel leggere le decine di articoli che ogni settimana compaiono in una letteratura detta scientifica più o meno rigorosa, niente rimane senza spiegazione, tutto deve essere investigato e ridotto a una localizzazione precisa nel cervello. Fabian Fajnwaks sottolinea che da questa configurazione è esclusa la parola del soggetto nella sua dimensione di fallimento, di impossibilità a nominare tutto. E questo impossibile, in quanto tocca il reale, sembra costituire oggi il punto di insopportabile delle neuroscienze. Un’unica localizzazione cerebrale per un unico fenomeno, exit le coordinate singolari! Araceli Teixidó ci dimostra che in questa faccenda la perdita è il soggetto. Nel caso migliore, questo è un dato della conferma dell’efficacia di un trattamento di presa in carico valido per tutti; nel caso peggiore è colpevole di non rispondere come previsto all’efficacia, scientificamente provata, del trattamento!

La psicoanalisi non indietreggia davanti a questo reale, essa ne fa il suo oggetto e lo eleva alla dignità della Cosa. Si tratta molto più di una questione etica che scientifica, Manuel Montalbán Peregrín ce lo ricorda. Pipol 9 e il suo blog, a-kephalos, si fanno eco di questa etica rinnovata senza sosta. Perché, al di là della posta in gioco clinica, si tratta di non indietreggiare davanti a ciò che Yves Vanderveken definisce come la posta in gioco della civiltà nel momento in cui le neuroscienze, nella loro versione scientista, conducono al peggio, vale a dire alla sparizione del soggetto.

(1) Si gioca sull’omofonia fra servo (in italiano) e cerveau (cervello in francese).  Servo, dal latino, servum ‘schiavo’. Ma “servo-” è anche il primo elemento di parole composte del linguaggio tecnico, che indica che l’oggetto espresso dal secondo elemento è asservito (es. servosistema) o appartiene a un sistema asservito (es. servofreno). Il testo di Daniel Roy ci mostrerà il legame fra servo e cerveau.

Traduzione di Marianna Matteoni

 

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