Céline Aulit – Un sapere vuoto che conduce al peggio

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Un secolo dopo le scoperte di Freud, che reperiva nell’isteria «una mancanza di corrispondenza fra il soma e l’essere» come Emila Cece nota, siamo qui, sotto le mentite spoglie dei progressi scientifici, di nuovo sospinti in quella concezione dell’umano disciplinata dalle spiegazioni neuronali. France Jaigu, commentando il bellissimo film Still Alice, ci dimostra fino a quale punto questo sapere sia vuoto.

Già da qualche tempo il Belgio ci offre l’orizzonte di queste illusioni scientifiche. Negando l’esistenza di una vita psichica, molte persone non trovano più un posto in cui dispiegare il loro modo di godere, come evidenzia Deborah Gutermann-Jacquet. Rifiutando il protocollo di cure prescritto dall’esperto, questi soggetti all’improvviso non hanno più la possibilità di iscriversi nell’esperienza in cui può annidarsi un non-saputo, secondo la distinzione fatta da Jacques-Alain Miller [1].

A loro resta dunque il diritto all’informazione: l’eutanasia, liquidata in tre incontri con dei medici esperti, permetterà di abbreviare le loro sofferenze psichiche.  

Succede in Belgio nel 2019.

[1] Miller, J.-A., «Le controindicazioni al trattamento psicoanalitico», in I paradigmi del godimento, Astrolabio, Roma 2001, pp. 149-154.

Traduzione di Marianna Matteoni

 

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