Catherine Heule -Mettere a tacere, identificare e neutralizzare

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Già nella conferenza di Lovanio del 1972 Lacan aveva annunciato: «Se questo si vede ora, è perché si manifesta qualcosa che in ogni caso è strettamente inserito nell’ordine del discorso, è perché c’era un discorso che è in procinto di proliferare e che genera  innumerevoli creature, che diventano per ognuno, anche per me, terribilmente scomode, vale a dire il discorso scientifico che è sempre più imminente, minaccioso per la sua presenza, attraverso l’idea che alla fine tutto si possa regolare in termini meccanici, di balistica, di equilibrio, di flussi e poi, più cose sapremo e meglio sarà, e fra poco sapremo come produrre questo o quel tipo di individuo che saprà camminare insieme a tutti gli altri, non è vero?» [1].

Ci siamo: gli avanzamenti in termini di biologia e di intelligenza artificiale danno la possibilità di creare degli esseri “potenziati” e ai governanti di sanzionare gli individui “non conformi”, dunque di modellare delle persone che “camminano”, e soprattutto che filano dritto. La fantascienza delle letture della nostra infanzia è a portata di mano ed è già una realtà in alcuni paesi [2]. Non abbiamo bisogno di andare in Cina per sperimentare l’impatto della scienza sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla governabilità e sulla loro “rieducazione” [3]. In Europa, la Francia è all’avanguardia nell’uso di tecnologie di videosorveglianza, nell’analisi dei comportamenti e nel riconoscimento delle emozioni attraverso gli algoritmi. Anche quando si tratta della presa in carico della sofferenza psichica, che viene strumentalizzata a beneficio della “ricerca”. In effetti, la Francia ha recentemente lanciato un vasto programma di ricerca nella salute mentale basato sulla neurologia e l’esame radiografico del cervello, promuovendo la risonanza magnetica quotidiana al fine di “migliorare la qualità delle cure”.

In concreto, questo ha per effetto un disinvestimento delle cure in psichiatria e la negazione della relazione che passa per la parola. Inquietante, dal momento che si sa che molti pazienti oggi entrano in psichiatria con la diagnosi di “problemi di adattamento”.

Per saperne di più sulla situazione della psichiatria in Francia, vi invito a leggere gli articoli seguenti : 

https://www.bastamag.net/Fondamental-la-fondation-qui-veut-sauver-la-psychiatrie-en-partenariat-avec-les

 https://blogs.mediapart.fr/mathieu-bellahsen/blog/230119/les-pompiers-pyromanes-de-la-psychiatrie

 https://blogs.mediapart.fr/mathieu-bellahsen/blog/021018/psychiatrie-l-etat-d-urgence-des-remedes-toxiques

 https://www.fondation-fondamental.org/medecine-predictive-et-personnalisee-dans-les-troubles-bipolaires

 https://journals.openedition.org/lectures/15258   (Mathieu Bellahsen, La santé mentale, vers un bonheur sous contrôle)

Traduzione di Marianna Matteoni

[1] LACAN J., « Conferenza di Lovanio», testo stabilito da Jacques-Alain Miller, La Cause du désir, n°96, giugno 2017, p. 27.

[2] RAPHAEL R. e LING XI, « Bons et mauvais Chinois. Quand l’État organise la notation de ses citoyens », articolo pubblicato su Le Monde diplomatique, gennaio 2019, pp. 4-5.

[3] TREGUER F., « La “ville sûre” ou la gouvernance par les algorithmes », articolo pubblicato su Le Monde diplomatique, giugno 2019, pp. 22-23.

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